(F)utilità

Un amore di borsa

La risposta più bella che ho sentito da un uomo al quale si chiedeva cosa gli piacesse della borsa di una donna, è stata: “Il rumore che fa, quando lei ci fruga dentro”. Lo sguardo maschile infatti, difficilmente trova seducente quel “bagaglio” a volte ingombrante, che le donne si portano dietro, anzi per loro è un particolare del tutto trascurabile.
Per una donna invece, la borsa è davvero la vita: firmata o no-logo, di paglia o di pelle pregiata, essa contiene tutto il suo mondo, un universo personale, relazionale e affettivo. Territorio privatissimo, zona di confine che può custodire confusione e segreti: la scalata verso il successo e i tormenti di un amore, un libro o un biberon, o tutto insieme e altro ancora.
La borsa è una compagna di viaggio, una complice, una carta d’identità, contiene sistemi di copertura e di travestimento. Le donne vivono nelle loro borse come in un incantesimo, la certezza di avere sempre e dovunque un’identità che si realizza a seconda delle necessità. Proprio come Mary Poppins, che portava con sé un po’ di magia, dalle loro borse può uscire la scrivania dell’ufficio, o una postazione trucco degna di un visagista; un armadio quattro stagioni o un frigo con prodotti a ridotto contenuto di grassi.
Nel linguaggio degli addetti ai lavori della moda la borsa è considerata un “accessorio” nella realtà è un universo di significati. Si indossa come un vestito ed infinitamente più determinante di qualsiasi altro accessorio. È un’appendice della sua proprietaria, ha un suo carattere che deve essere compatibile con quello della signora che la porta con sé. Va coordinata con tutto quello che ci si mette addosso e tuttavia deve stare bene anche da sola, appoggiata su una scrivania, o appesa a una sedia di un ristorante alla moda. Ma guai a perderla di vista, basta un attimo e la sensazione di averla persa getta nella disperazione e fa mancare il terreno sotto i piedi.
Ci sono donne che portano sempre la stessa; altre che la cambiano tutti i giorni, o quasi. È un oggetto che segna e scandisce le epoche della moda ma non passa mai, rimane chiusa negli armadi per anni poi ricompare, ed è sempre se stessa, fa salti generazionali: la deliziosa borsetta della nonna, di sera accompagna a teatro la nipote, la borsa da viaggio della mamma oggi è stracarica di computer portatili, tablet e cellulari della figlia in carriera. È l’oggetto simbolo della femminilità, l’archetipo della casa mobile, un’isola di sicurezza tra gli imprevisti del quotidiano. Per questo le donne hanno un rapporto simbiotico con quest’oggetto, rassicura e fa sentire sempre all’altezza di ogni situazione e pronte ad affrontare il mondo intero. È solo di sera che la borsa porta-tutto non ha ragion d’essere, soprattutto se è un’occasione speciale… e qui attenzione! Se una sera, per uscire con un uomo abbandonerete la super borsa per portare una piccola pochette nella quale non entra nulla o quasi perché con lui vi sentite così al sicuro da non aver bisogno di niente, sappiate che potrebbe essere l’uomo della vostra vita.

 

Sharing is caring!

You Might Also Like...

No Comments

    Leave a Reply