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Tubino nero, lo stile incontra la forma

Ricordate la prima inquadratura del film Colazione da Tiffany, quando da un taxi fermo davanti alla celebre gioielleria di New York, scende Audrey Hepburn, raffinatissima e avvolta in un perfetto tubino nero? Il film rese leggendario l’abito disegnato da Givenchy e lo consegnò alla storia come icona dell’eleganza del Novecento. Quel vestitino fu battuto all’asta a Londra da Christie’s per 410mila sterline nel 2006.
Gli inglesi lo chiamano little black dress, i francesi, raffinati e noncuranti lo definiscono petit noir, per noi è il tubino nero. Lo inventò Gabrielle Bonheur Chanel, nota a tutti come Coco, per onorare il lutto del suo amato Etienne Balsam.
C’era tuttavia in quell’invenzione la precisa volontà di una stilista di creare un nuovo canone dell’abbigliamento, una nuova concezione, una nuova essenza. I requisiti dell’abito furono: niente collo e solo due pence diagonali in vita per sottolineare quella languida eleganza che piaceva tanto a Mademoiselle. Così il genio di Chanel consegnò al mondo il petit noir con una delle sue frasi celebri: “la moda cambia, ma lo stile resta e io chiedo solo di essere imitata, sarebbe la prova migliore del mio successo”. La grande sarta è stata accontentata: era il 1926 e da allora il petit noir non è mai passato di moda. Anno dopo anno, il tubino rivive in ogni collezione e, a ogni stagione i designer ne offrono una nuova interpretazione.
Quintessenza dello chic, capo immancabile del guardaroba femminile, il tubino nero è indifferente alle effimere tendenze stagionali, ha saputo attraversare il glamour degli anni Trenta, i virtuosi anni Cinquanta e i rivoluzionari anni Sessanta. A suo agio anche con la febbre da sabato sera degli anni Settanta e tra le paillettes degli anni Ottanta e ancora, è stato una perfetta espressione del minimal anni Novanta. Insomma un’icona del ventesimo secolo pronto a restare tale anche nel ventunesimo. Abito tra i più copiati della storia, tanto che si trova nelle più prestigiose Maison d’alta moda come sulle bancarelle dei mercatini.
Il tubino nero cade rigorosamente sopra al ginocchio, anche se c’è chi lo preferisce più corto o allungato per la sera. Mai volgare, neanche con un uno spacco audace e una lunga chiusura lampo sulla schiena. Sapientemente sensuale ed elegante nella semplicità del suo disegno. In più, ogni donna può trovare il suo perché è un abito che ama le forme, nasce e si plasma sul corpo femminile per imporsi con l’assoluta semplicità della linea, con l’accuratezza del taglio e delle cuciture e per l’impiego di stoffe preziose e cadenti come il gabardine, la vigogna e il jersey. Scivola sul corpo, fa a meno volentieri alle maniche, ama i profondi scolli sulla schiena ed è facilmente personalizzabile secondo il proprio stile, si abbina meravigliosamente al filo di perle, meglio se doppio o triplo, ma anche a un monile etnico o una spilla di brillanti.
È il preferito di tutti, infatti il tubino nero piace molto agli uomini, anche quelli che di moda non capiscono quasi nulla, se è vero che oltre la metà dei maschi gradisce guardare la propria moglie, fidanzata o amante dentro un vestitino di tessuto nero.
Infine indossarlo può diventare un segnale di educato dissenso contro lo sciatto imbarbarimento che pervade le nostre città: una donna in tubino nero a qualunque età è una signora che non ha dimenticato il piacere di vestirsi.

tubino nero 1

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grace kelly- tubino nero

 

 

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