(F)utilità

Quando il burkini lo indossavamo noi

In un’estate in cui risuonano ancora le esplosioni degli attentati terroristici di matrice islamica, anche l’Europa ha trovato una guerra da combattere. Una guerra senza territori ma culturale, civile e soprattutto ideologica, sul corpo delle donne, in cui si stanno scontrando opinione pubblica e intellettuali per decidere come sia giusto comportarsi. Il tutto nasce in Francia da un’ordinanza che vieta, sulle proprie spiagge, l’utilizzo del burkini, il costume da bagno che copre interamente il corpo, perché «manifesta in maniera ostentata un’appartenenza religiosa» e per questo «rischia di creare disturbo all’ordine pubblico».

Anche il premier francese Manuel Valls si è espresso contro il burkini ritenendolo “incompatibile con i valori della Francia e della Repubblica, non è un costume da bagno ma l’espressione di un’ideologia basata sull’asservimento della donna”. Sempre secondo Valls, “il burkini non è una nuova linea di costumi da bagno, una moda. E’ la traduzione di un progetto politico, di contro-società, fondato tra l’altro sull’asservimento della donna. Dietro il burkini c’è l’idea che per natura le donne sarebbero impudiche, impure, che dovrebbero dunque essere completamente coperte”.

Affermazioni forti e un tantino intolleranti ma dopo aver subìto un attentato come quello di Nizza, per un francese vedere una musulmana in burkini sulla spiaggia può provocare una reazione di rabbia che non ha niente a che vedere con l’evoluzione dei costumi femminili e della morale più o meno castigata di una civiltà.

E pensare che tra gli anni ’50 e ’60 le polemiche erano tutte per il bikini. Che rendeva, scandalosamente visibile l’ombelico. I tempi sono cambiati, anche se non da molto. Il costume da bagno delle nostre nonne era un vestito dall’aspetto rigido come un’uniforme e gli stabilimenti balneari erano divisi in maschile e femminile come reparti ospedalieri. Vi era addirittura un addetto delle pattuglie da spiaggia che misurava la lunghezza dei costumi da bagno delle donne nel 1920: se il costume era troppo corto, le donne venivano multate o peggio.

Annette Kellerman, nuotatrice australiana, fu una delle prime donne a usare il costume a un pezzo cosa che, nel 1907, oltre un grande scandalo le costò addirittura l’arresto. Ma questa è storia del costume (da bagno) che racconta come si è evoluto e come cautamente le donne hanno iniziato a scoprire il corpo in spiaggia. Dai costumi-abiti prendisole negli anni ‘10, alle tutine in stile canottieri andando verso gli anni ‘20, mostrando la pancia a cominciare dai ‘30, esaltando il decolleté tra i ’40 e i ’50, puntando sulle fantasie e sui colori nei ‘60 esibendo micro bikini dai ’70 in poi.
Il burkini invece, credo, che sia un piccolo aspetto della grande questione femminile, che a sua volta è una parte importante della questione dei diritti civili degli esseri umani. Oggi si discute se consentirlo o no sulle spiagge, ma si dovrebbe in realtà discutere di tutti i diritti delle donne che sono disconosciuti, a cominciare da quello di non essere oggetto di violenza, abuso e sopraffazione.

burkini

Il burkini sulle spiagge occidentali.

costumi misura

1920, un addetto misura la lunghezza dei costumi da bagno delle donne.

Annette

1907, Annette Kellerman, nuotatrice arrestata per aver indossato un costume intero.

costumi vintage 2

Tutine stile canottieri.

costumi vintage 4

Verso gli anni Sessanta.

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