(F)utilità

Cortesie per gli ospiti, ovvero delle cattive maniere

Meno male che non ho partecipato al programma, mi avevano detto che avrebbe trattato di buone maniere, stile, cucina e l’arredamento, ma a guardarlo in tv qualcosa non mi quadra. Sto parlando di Cortesie per gli ospiti il programma che Real time ha deciso di riproporre a distanza di sei stagioni dall’ultima messa in onda.

Stesso format ma nuovi protagonisti. Due squadre composte da due anfitrioni organizzano una cena dove ricevono la squadra avversaria più tre giudici che valuteranno spietatamente ogni dettaglio: uno chef per la preparazione delle pietanze, un architetto per l’arredamento e la struttura della casa, un’esperta di buone maniere per l’apparecchiatura e il garbo profuso nell’accoglienza.

Alla fine gli esperti si chiudono in camera di consiglio e, punteggio alla mano, decidono chi ha vinto la sfida.
La struttura narrativa si ripete identica puntata dopo puntata, tuttavia si lascia guardare e offre anche qualche spunto e ispirazione interessanti. Cosa non mi convince? Semplice, le buone maniere non abitano qui.

Ora immaginate di invitare delle persone, riordinare la casa, decidere un menu, fare la spesa, cucinare, apparecchiare, preparare l’aperitivo, insomma fare il meglio di cui siete capaci e, una volta arrivati a casa vostra, i super esperti vi mettono sotto la lente d’ingrandimento e cominciano a sputare sentenze. E qui non ce n’è per nessuno, l’architetto vi illustra la poco felice disposizione degli arredi, la scelta del bianco un po’ troppo fredda e quel tappeto poi, quante volte bisogna ripeterlo: va sotto al divano non davanti!

Ma la scena madre è sull’apparecchiatura, è meglio avere pronti in casa un antistaminico e dei sali perché la supponente signora del bon ton è allergica ai fiori finti e rischia un mancamento se trova un tovagliolo messo a destra o il coltello con la lama rivolta verso l’esterno del piatto.  Lo chef è l’unico che avrebbe più diritto degli altri nel valutare la composizione dei piatti, ma giuro che gli ho sentito dire che trovava il sartù un po’ asciutto e lo avrebbe preferito più cremoso. Cremoso il sartù? I napoletani avranno avuto un travaso di bile.

L’altra squadra non è da meno, nei siparietti che irrompono all’improvviso, si assiste (non sempre per fortuna) a una infilata di pettegolezzi e maldicenze sugli avversari che fanno a pugni coi sorrisi e i complimenti scambiati in presenza.
Certo ognuno interpreta il suo ruolo come da copione, e alla fine il programma è, a suo modo accattivante perché insegna esattamente come non bisogna comportarsi, ma non attraverso gli errori dei concorrenti, messi lì apposta per dare l’imbeccata alla maestrina, ma attraverso gli errori degli esperti, paladini di un Galateo vecchio, vecchissimo.

Insomma mettete il tovagliolo dove vi pare ma praticate l’arte della buona conversazione, sbagliate pure il cucchiaio da dessert ma non mettete mai in imbarazzo un ospite, apprezzate ciò che vi viene offerto, non perché è ben preparato ma perché è offerto, appunto. Il Galateo, come ogni cosa, evolve e non a caso siamo nel terzo Millennio.

 

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7 Comments

  • Lorena
    19 Novembre 2019 at 21:30

    Sono perfettamente d’accordo , ho avuto la sfortuna di partecipare. Tutti, giudici compresi recitano un copione scritto dagli autori, dove vince l’amico di turno di qualche giudice…
    Lasciamo stare poi l’educazione e
    Le buone maniere dei giudici

  • Nora Nikolova Ficcadenti
    5 Gennaio 2020 at 16:42

    Ho trovato in una delle puntate un errore imperdonabile. Hanno sconvolto la mia esistenza. Vengo dai Balcani e da quando il mondo è mondo la mussaka si fa con patate non con melanzane. Ma che razza di ricette e che razza di esperti di cucina . Ma sono rimasta senza parole. Bisognerebbe fare delle ricerche prima di spacciare una cosa per altra . Forse quel piatto che era proposto come mussaka era più facsimile a imambaialda ma nemmeno in questo sono tanto convinto.

    • Stefano
      8 Luglio 2020 at 15:18

      La moussaka è realizzata con strati alternati di melanzane fritte e ragù, spolverizzati con formaggio grattugiato: in ultimo, gli strati vengono coperti da abbondante besciamella e la moussaka viene cotta al forno.

  • Patrizia
    4 Aprile 2020 at 19:33

    I protagonisti partecipiamo anche ad altre trasmissioni di altre reti, “linea verde” , niente cortesia per gli ospiti!

  • gilda
    31 Agosto 2020 at 23:29

    Ma avete notato come Csaba impugna le posate!!!???

  • Maurizio Mauro
    5 Settembre 2020 at 16:05

    Trasmissione secondo la mia modesta opinione di bassa cultura dove invece si cerca forzatamente di farla passare di alta cultura spessore. Ma si vede……

  • Micaela
    20 Ottobre 2020 at 14:30

    Capita spesso che le cose brutte attraggano, come i ritornelli di certe pubblicità, così talvolta guardo questa tremenda trasmissione con il suo incedere identico volta dopo volta, ma perché..?
    La signora Dalla Zorza è quanto di più innaturale ci sia, manca di spontaneità e ironia, indossa abiti di pessimo gusto( saranno imposti..?)
    Ho visto dei suoi video di una decina di anni fa e mi sono accorta che era una persona amabile e rilassata: peccato sia così cambiata!

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