(F)utilità

Bella? Più un tipo, direi…

Essere belle? Niente di più facile, basta nascerci. Diventare un tipo è difficile, è un lungo lavoro di costruzione, impossibile da fare se non si scava un po’ dentro di sé, se non ci si guarda con affetto. Ma poi la soddisfazione arriva, il tipo colpisce e non si dimentica. Niente di meglio dunque che puntare sulla propria unicità e fuggire da ogni omologazione.

Se serve, prendiamo ispirazione da tutte quelle donne col coraggio di essere diverse, che di un difetto hanno fatto carattere. Il risultato ha convinto tutti, diventando delle vere e proprie icone pur se ben lontane dalla perfetta bellezza estetica.

La prima che mi viene in mente è Sara Jessica Parker: abbiamo adorato la Carrie Bradshaw di Sex and City fino a considerarla un arbitro delle mode e delle tendenze metropolitane ma sicuramente l’attrice non può definirsi bella. E non è la sola, pensiamo a Julia Roberts che, nonostante i suoi lineamenti eccessivi è stata una delle più grandi icone mondiali della bellezza degli ultimi 25 anni.

Poi Jennifer Aniston, Uma Thurman, Penelope Cruz o Barbra Streisand, definita la brutta più bella di Hollywood, che deve i suoi settant’anni di successo proprio a quel naso lungo e storto oltre che all’estro artistico fuori misura. Che dire di Meryl Streep, del suo tipo di bellezza si è accorto anche Vogue America quando l’ha messa in copertina come tributo all’infinità del talento, dell’intelligenza artistica e personale.

Nasi ingombranti, mascelle squadrate, fronti sfuggenti, menti appuntiti, sono solo alcune delle caratteristiche che esulano dai canoni estetici di bellezza classica ma che, se ben sfruttati, possono divenire punti di forza sui quali lavorare per trasformare l’irregolarità in grande fascino e addirittura bellezza. Ovvio, serve consapevolezza di sé, serve aver fatto pace con il proprio aspetto, bisogna accettarsi prima di riuscire a valorizzare i difetti, enfatizzando l’attenzione su di loro fino a trasformarli nella cifra del proprio stile.

Come si fa? Studiando gli esempi di cui parlavo, ma anche seguendo l’istinto. La verità è che ci sono tante strade per essere un tipo. Si può esaltare un dettaglio con la forza della personalità; sfoderare un taglio di capelli spiazzante, osare un colore insolito, un accostamento azzardato e usarlo come un’impronta di riconoscimento. Insomma uscire fuori dagli schemi, dai diktat. Lavorare alla propria immagine è una delle prerogative del “tipo” e uno stile forte, assieme a intelligenza, ironia, grinta ed eleganza, può aiutare a sentirsi più sicure di sé.

L’obiettivo è rendersi visibili, non essere troppo scontate e accettare che non si può piacere a tutti. Per questo il primo requisito di un tipo è non aver paura di farsi notare e, talvolta, criticare.
Bisogna trovare la propria voce e tirala fuori. La moda, sapendola usare, aiuta, specie di questi tempi in cui tutto è più accessibile. Una donna diventa bella perché ha una personalità e non il contrario. Lo stile è infatti un punto importante per chi sa di non rientrare nei canoni estetici convenzionali. Vince la forza, la capacità di distinguersi e il bello è che tutte le donne possono diventare un tipo. Qualcuna lo è già e non se ne rende conto.

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