Ritratti

Barack e Michelle, ci mancheranno

Qualunque sarà il risultato delle elezioni presidenziali americane, una cosa è certa, non ci sarà più Barack Obama alla Casa Bianca. Esteticamente lui, giovane, bello e abbronzato, è stato il presidente più figo di tutti, Kennedy compreso. Un incrocio perfetto tra la bellezza di Denzel Washington e il fascino di Morgan Freeman.

Otto anni fa non sembrava neanche vero, il primo presidente afroamericano, fotogenico, atletico, con gli occhi magnetici, un uomo dal karisma indiscusso e indiscutibile. Uno che va in televisione e incanta pubblico in studio e a casa con quella sua voce profetica, quella sua narrazione biblica, quel suo tono pacato di chi ha visto tanto e sa parlare col cuore. La sua elezioni portò aspettative altissime e così abbaglianti da fargli ricevere il Premio Nobel per la Pace più improbabile della storia contemporanea. Un’esaltazione tale da impedire di valutare con obbiettività i risultati di una amministrazione destinata a lasciare un segno.

Anche se gli storici hanno già avviato il suo ridimensionamento, soprattutto per la sua incertezza in politica estera, specie in Medio Oriente, Obama è stato un grande presidente. Ha affrontato la più grave crisi economica dal 1929, ha tirato fuori i soldati americani dal pantano dell’Afghanistan e dell’Iraq, ha ottenuto un trattato sul cambiamento climatico firmato dalla Cina, ha portato l’economia a avere il tasso di occupazione più alto dai tempi di Bill Clinton, ha modificato in meglio l’assistenza sanitaria, ha posto le basi per un sistema scolastico più inclusivo. E poi ha riallacciato i rapporti con Cuba ha favorito importanti risultati nel campo dei diritti civili.

Non è poco per uno che più volte è stato dato per politicamente spacciato, un’anatra azzoppata, ma che alla fin fine è rimasto lì dove il popolo americano lo aveva messo. Un nero, supercool, femminista e gay-friendly a capo della nazione più razzista del pianeta. Informale e disinvolto come mai era stato un presidente americano prima. Gran parte della sua forza gli e della sua carica gli è arrivata dalla moglie Michelle: fisico statuario e orto biologico nel giardino della Casa Bianca. Una donna che ha cambiato il ruolo della First Lady e non solo per ragioni razziali, Michelle Obama, avvocatessa intellettualmente forte e sicura con il senso per la moda, ha dimostrato di saper apparire come aveva deciso di essere e ci ha convinti tutti.

Insomma, questa coppia rivoluzionaria e rassicurante al tempo stesso, ci mancherà. Nessuno scandalo li ha coinvolti, non si sono mai abbassati ad entrare in alcuna polemica. “La regola della nostra famiglia è: quando vogliono trascinarti verso il basso, tu punta e giungi in alto” ha affermato Michelle. Hanno saputo incarnare la loro epoca perché non si sono mai presi troppo sul serio mentre duettavano con le popstar e apparivano nelle sit-com di tendenza. Da martedì prossimo bisognerà dire addio a Barack e Michelle, per la successione avremo o un bianco ricco che incarna le paure e le chiusure dei i poveri bianchi di tutto il mondo o una signora preparatissima ma con scarso senso per la moda che nonostante questo farà sognare le ragazze di tutto il mondo.

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